Dimagrire: hai ancora quel vestito che ti aspetta nell’armadio?

Fra pochi giorni sarà Halloween e immagino che più di qualcuno è alle prese con programmi di festicciole, costumi, parrucche, cappelli da strega e travestimenti più o meno improbabili. In fondo, Halloween è quella giornata dell’anno in cui possiamo cambiare vestiti per sembrare diversi. Ma che cosa succede quando siamo noi a cambiare davvero e sono i vestiti a non riconoscerci più?
La risposta arriva direttamente dagli Usa con storie di persone che letteralmente stringono la cinghia…e stanno facendo fare fortuna a sarti e calzolai.

Dimagrire sartaDimagrire con i nuovi farmaci: lo strano caso del Belt-Zempic

Complici i forti dimagrimenti ottenuti grazie alla diffusione dei nuovi farmaci per il controllo del peso, sarti e calzolai americani stanno vivendo un vero e proprio fenomeno economico grazie al boom di affari provocato dal lavoro di modifica di accessori e vestiti per chi ha perso molto peso. Succede perché circa l’80% di chi usa questi farmaci si ritrova a fluttuare in abiti troppo grandi. A causa della crisi del costo della vita e del fatto che le terapie stesse sono molto costose, gli americani preferiscono stringere e riadattare gli accessori che già possiedono piuttosto che spendere cifre importanti per rinnovare da zero il guardaroba.

Pensa che un’azienda texana è arrivata a modificare circa 500 cinture alla settimana: i clienti entrano nei negozi portando cinque o sei cinture alla volta. Ma c’è un particolare che mi ha incuriosito quando ho letto la notizia: alcuni clienti hanno chiesto di conservare il pezzo di pelle tagliato dalla cintura. Sì, proprio quello che normalmente finirebbe nel cestino! Se lo portano a casa come fosse una medaglia, un piccolo trofeo da conservare o mostrare per dimostrare quanto sono dimagriti. Se ci pensi per un accessorio basic come una cintura sarebbe più semplice comprarne una nuova, ma non racconterebbe la stessa storia.

La bilancia può comunicarci quanti chili abbiamo perso. Il metro può registrare quanti centimetri abbiamo eliminato dal girovita. Ma quella striscia di pelle racconta qualcosa di diverso.
Rende visibile la distanza tra com’eravamo e come siamo oggi.
E forse, per qualcuno, osservare quella distanza è molto più gratificante di qualsiasi numero.

Dimagrire vestitiDimagrire: il cambiamento fisico non si misura soltanto sulla bilancia

Non è soltanto il risultato a contare, ma anche il piacere di riconoscerlo.

Ed è proprio qui che questa curiosa storia americana incontra qualcosa che faccio abitualmente nel mio lavoro.

“C’è un vestito che vorresti tornare a indossare?“, chiedo sempre durante le consulenze. Lo faccio perché voglio capire cosa rappresenterebbe per quella persona il cambiamento che desidera ottenere. C’è chi pensa immediatamente a un paio di jeans. Chi conserva un abito acquistato per un’occasione speciale. Chi vorrebbe tornare a infilarsi una gonna senza sentirsi a disagio. E chi, invece, non ha nessun vestito particolare in mente. Vuole dimagrire e basta.

Le risposte sono diverse, ma mi raccontano molto più di quanto potrebbe fare un semplice numero sulla bilancia. Perché perdere cinque centimetri di girovita è un risultato misurabile. Tornare a sentirsi bene davanti allo specchio o dentro un vestito è una soddisfazione personale. E le due cose non sempre coincidono.

Ma quel vestito ci aspetta davvero? Non cambia solo il nostro corpo, le forme e le proporzioni ma cambiano, fortunatamente, anche i gusti! A volte il desiderio di recuperare un vecchio capo può essere un obiettivo stimolante salvo poi entrare in un negozio, scegliere qualcosa di completamente diverso e scoprire che ci piace ancora di più (e anche questa è una bella conquista!)

Non dobbiamo necessariamente tornare a essere quelle di prima per piacerci oggi.

Ed è per questo che, quando definisco un percorso estetico, cerco sempre di capire non soltanto cosa una donna vorrebbe cambiare o quanto vorrebbe dimagrire, ma soprattutto perché desidera farlo.

Il fenomeno americano e le mie domande sono due modi diversi di dare una forma concreta a un cambiamento. Ci sono vestiti che conserviamo per ricordare un momento della nostra vita e altri che conserviamo aspettando il momento di poterli indossare di nuovo. Io, per esempio, ho ancora un paio di jeans Miss Sixty del 2000. Mi entrano, ma oggi indossarli sarebbe quasi un travestimento di Halloween! Li tengo perché mi ricordano un periodo bellissimo della mia vita.
Gli americani hanno trovato il modo di conservare la prova di un traguardo raggiunto. Noi, qualche volta, teniamo nell’armadio la promessa di un traguardo ancora da raggiungere. E chissà quanti di quei vestiti sono ancora lì, in attesa della loro occasione!

Dimagrire per stare bene con se stesse: da dove cominciare

Facciamo la prova? Questo fine settimana ritagliati dieci minuti, apri l’armadio e tira fuori quel vestito che conservi da tempo con la speranza di poterlo indossare di nuovo. Provalo…. e magari scoprirai che ti sta ancora benissimo, oppure che non ti piace più come una volta.

Ma se, guardandoti allo specchio, penserai “Quanto mi piacerebbe tornare a metterlo!”, allora abbiamo già un buon punto di partenza. Scrivimi per la tua consulenza (qui ti spiego quanto è importante una consulenza specializzata) e porta quel desiderio al Mommy’s e capiremo insieme se e come trasformarlo in un obiettivo concreto e realistico (qui puoi vedere chi ci è riuscita). Perché ogni vestito ha una storia. E magari è arrivato il momento di scriverne un altro capitolo!

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