Macchie cutanee: qualcosa è cambiato

A ottobre succede una cosa piuttosto antipatica: ci sbianchiamo! L’abbronzatura se ne va (si spera in maniera omogenea!), ma restano le macchie! E quando iniziamo a vederle meglio allo specchio, la tentazione è abbastanza prevedibile: trovare qualcosa che le schiarisca.

Crema antimacchia. Siero antimacchia. Trattamento antimacchia. Possibilmente quello che promette di farle sparire prima e il più a lungo possibile.

Magari ne hai già provato qualcuno. Magari hai anche visto qualche miglioramento, salvo ritrovarti punto e a capo dopo l’estate successiva. E se il problema non fosse trovare un prodotto più potente, ma cambiare il modo in cui affrontiamo le macchie?

Macchie cutanee microcam

Macchie cutanee: sembrano tutte uguali, ma non lo sono

Il problema è che “macchia” descrive quello che vediamo, non necessariamente quello che sta succedendo nella pelle.
La melanina è il pigmento che determina il colore della nostra pelle. Viene prodotta dai melanociti attraverso un processo nel quale interviene, tra gli altri, un enzima chiamato tirosinasi. Sole, variazioni ormonali e processi infiammatori possono alterare la pigmentazione e favorire la comparsa di discromie. Ecco perché una macchia comparsa durante la gravidanza può avere caratteristiche diverse da quella lasciata da un brufolo o da anni di esposizione solare.
Si assomigliano allo specchio, ma non necessariamente si affrontano allo stesso modo (puoi approfondire l’argomento anche qui).

Perché non basta schiarire la superficie della pelle

Invece per molto tempo il ragionamento è stato abbastanza intuitivo: c’è una zona macchiata e scura, rinnovo la superficie della pelle e cerco di schiarirla.
Oggi sappiamo che la pigmentazione è decisamente più complessa e che una macchia non è qualcosa solo da “grattare via”. Perché non esiste un singolo ingrediente cosmetico che funziona come gomma da cancellare. Magari fosse così, saremmo tutte pallide come la luna.
Ma con le giuste conoscenze, competenze e informazioni oggi è possibile costruire una strategia che lavori sia esternamente, sia internamente.

Macchie cutanee Siero White

La strategia Mommy’s per le macchie cutanee: prima capiamo, poi interveniamo

In casa Mommy’s si parte dall’analisi computerizzata, perché prima di decidere cosa fare, possiamo cominciare dal capire cosa vediamo. Un’analisi computerizzata ci permette di osservare e documentare le macchie e soprattutto di avere un’immagine iniziale con cui confrontarci nel tempo. Non è una diagnosi dermatologica e non vuole sostituirla. Se una pigmentazione presenta caratteristiche che richiedono un approfondimento medico, il posto giusto è il dermatologo.

Ma nel nostro lavoro significa poter fare una cosa molto semplice: guardare, trattare, confrontare. Che è molto meglio di andare a tentativi.
Solo dopo s’imposta un primo trattamento professionale scegliendo gli attivi di nuova generazione più giusti dedicati alle caratteristiche della pelle. Si esfolia e rinnova certo, ma si interviene anche sui principali fattori coinvolti nella formazione delle macchie cutanee.

E poi si continua a casa con “White”, il nostro siero schiarente con una massiccia presenza di ingredienti che nella letteratura dermatologica sono proprio considerati efficaci sull’iperpigmentazione. In particolare attivi che agiscono sulla tirosinasi, altri che intervengono sulla risalita in superficie delle macchie e altri ancora che svolgono un’importante azione antiossidante.

Macchie cutanee: niente miracoli, ma un percorso fatto con criterio

Ho raggruppato tutto questo nella proposta del mese di ottobre (di solito ogni mese eleggiamo un prodotto dedicato, ma per le macchie serve una strategia più strutturata!). Ma c’è di più! Questa strategia (che è già molto performante) adesso può contare su una spinta in più che arriva proprio dall’interno!

Macchie cutanee integratore nuovo

È stato infatti da poco rilasciato un nuovo integratore che lavora proprio come modulatore della melanina e dello stress ossidativo legato all’iperpigmentazione. Gli studi clinici hanno dimostrato che i primi miglioramenti si vedono già dopo 28 giorni per essere poi ancora più evidenti dopo 56 giorni. Parliamo di benefici in termini di riduzione dell’ampiezza delle macchie, miglioramento della luminosità, riduzione delle infiammazioni (ricordiamoci sempre che dove c’è una macchia, c’è una struttura infiammata della pelle).

Insomma, se le macchie sono un cruccio, per te o per qualcuno che conosci, adesso sai che esiste una combinazione che permette di ottenere risultati evidenti e una pelle come davvero non l’hai mai avuta! Lo so, può suonare come una promessa miracolosa, ma credimi: quando le cose si fanno nell’ordine giusto, i risultati non sono più affidati al caso. Prima si capisce, poi si interviene e infine diamo alla pelle il tempo e la continuità di cui ha bisogno.
Perché, in fondo, non esistono scorciatoie miracolose. Esistono percorsi fatti con criterio. E con il mio team siamo qui per aiutarti a trovare il tuo.

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