Cicatrice d’estate: istruzioni per l’uso

Alcune le mostriamo con serenità, altre facciamo di tutto per nasconderle. Anche se sono piccoli segni che il nostro corpo ci lascia quando deve guarire, ogni cicatrice ha una storia.

Ed è proprio la parola guarire il punto da cui voglio partire.
Perché una cicatrice non è un difetto, ma il modo con cui il nostro organismo chiude una ferita e ci ricorda di aver affrontato una sfida più o meno grande.

Cicatrice, foto pancia

Come nasce una cicatrice

Che sia una linea sottile sul basso ventre dopo un parto cesareo, tre piccoli segni dopo una laparoscopia (che si spera siano simmetrici;) o una cicatrice sul ginocchio, sulla spalla, sul seno o sulla schiena, ogni volta che la pelle viene incisa o subisce un trauma, il nostro organismo mette in moto un processo straordinario.

Nel giro di poche ore arrivano le cellule che ripuliscono la ferita, eliminano i tessuti danneggiati e preparano il terreno alla ricostruzione. Nei giorni successivi vengono prodotte nuove fibre di collagene che funzionano come un ponte: uniscono i lembi della ferita e permettono alla pelle di richiudersi.

È così che nasce una cicatrice. Ma quello che vediamo all’esterno è solo una piccola parte del lavoro che il corpo continua a fare.

Anche quando la ferita sembra completamente chiusa, sotto la superficie la cicatrice continua a maturare. Il collagene si riorganizza, i tessuti acquistano elasticità e la pelle cerca lentamente un nuovo equilibrio. Questo processo può durare fino a dodici mesi e, in alcuni casi, anche più a lungo.
Per questo motivo una cicatrice recente è una pelle ancora “in costruzione”.

Perché il sole può rovinare una cicatrice

Molte persone credono che, una volta tolti i punti, il problema sia finito. In realtà è proprio da quel momento che inizia la fase più importante della guarigione.

Una cicatrice giovane reagisce ai raggi ultravioletti in modo diverso rispetto alla pelle normale.

I melanociti, le cellule che producono la melanina responsabile dell’abbronzatura, nella zona della cicatrice sono ancora poco organizzati oppure lavorano in maniera irregolare.

Quando il sole colpisce quella pelle, la produzione di pigmento può diventare disomogenea e la cicatrice tende a scurirsi. In alcuni casi questa colorazione può persistere per molti mesi o addirittura diventare permanente. È il motivo per cui, dopo un’estate trascorsa senza protezione, ci si accorge che la cicatrice è molto più evidente rispetto all’inizio.

Il sole, inoltre, mantiene più a lungo l’infiammazione del tessuto e rallenta il corretto processo di maturazione.

Anche il caldo ha il suo peso

Il caldo provoca vasodilatazione, aumentando l’afflusso di sangue nella zona: la cicatrice può rimanere più arrossata, gonfia e sensibile, rallentando il suo naturale processo di maturazione. Se poi aggiungiamo il sudore e il continuo sfregamento, capiamo perché proprio l’estate richieda qualche attenzione in più. E’ il motivo per cui anche noi sospendiamo alcuni tipi di trattamento che lavorano proprio per migliorare l’aspetto delle cicatrici (e sulle smagliature: che a loro modo sono anch’esse delle cicatrici).

Cicatrice primo pianoCos’è un cheloide?

Quando si parla di cicatrici si sente spesso nominare il cheloide. In realtà non tutte le cicatrici diventano cheloidi.

Il cheloide è una risposta eccessiva dell’organismo: il corpo produce più collagene del necessario e la cicatrice continua a crescere oltre i margini della ferita, diventando spessa, rilevata e talvolta pruriginosa. Esiste una predisposizione individuale e il sole, da solo, non è la causa del cheloide. Può però peggiorare l’infiammazione della zona e rendere la cicatrice ancora più evidente. Per questo proteggere correttamente la cicatrice riduce molti dei rischi estetici più comuni.

La manutenzione fa davvero la differenza

Così come ci prendiamo cura della pelle del viso e del corpo, anche una cicatrice ha bisogno di attenzioni costanti.

Cicatrice crema solareLa prima regola è proteggerla dai raggi UV con una crema solare ad alta protezione (spf 50 sarebbe l’ideale), che diventa un vero e proprio superpotere che aiuta la pelle. Meglio ancora se associata, quando possibile, a una copertura fisica con indumenti o cerotti specifici. Questa attenzione dovrebbe accompagnare la cicatrice per almeno un anno dall’intervento.

La seconda regola è mantenere il tessuto ben idratato. Una pelle elastica affronta meglio il processo di rimodellamento e tende a sviluppare una cicatrice più morbida e meno evidente.

Infine c’è un gesto tanto semplice quanto prezioso: il massaggio.
Quando il medico conferma che la ferita è completamente guarita, massaggiare delicatamente la cicatrice ogni giorno aiuta a migliorare la mobilità dei tessuti, riduce le aderenze e favorisce una maturazione più armoniosa (ne ho parlato qui).

Non servono trattamenti complicati, serve continuità e piccoli gesti ripetuti nel tempo.

Ogni cicatrice racconta una storia diversa.

Alcune parlano di una nuova vita. Altre di una paura superata. Altre ancora di un bambino che ha corso un po’ troppo veloce.

Qualunque sia la sua origine, una cosa è certa: il nostro corpo, ancora una volta, ha fatto un lavoro incredibile! A noi non resta che accompagnarlo nel suo percorso di guarigione.

E se quest’estate, mentre prepari la crema solare per tutta la famiglia, ti ricorderai di dedicarne un po’ anche a quel piccolo segno sulla pelle… allora avrò raggiunto il mio obiettivo.

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