A casa dopo il parto

Una tata per amica – Intervista a Franca Scaglietta

Puericultrice e fondatrice dell’associazione “Franca e i Bebè”

Uno dei momenti più importanti per una neomamma è il rientro a casa dopo il parto. Un momento carico di emozione ma anche di paura per il vero inizio di un’ avventura lunga tutta la vita .

C’è la voglia di mettersi in gioco, voglia di concretizzare quel sogno durato 9 mesi e di riempire con la presenza fisica gli spazi a lungo progettati.

Ma quando si avvicina il giorno della dimissione cominciano i dubbi.

Voglia di fare ma anche paura di non sapere letteralmente dove mettere le mani. Eppure hai letto tutti i libri sull’argomento, hai frequentato corsi preparto e corsi di ogni genere.

Sulla carta sei una madre accuditrice provetta….in realtà sei disorientata e il nulla cosmico si impossessa di te! 

Per cercare di tranquillizzare le neomamme e rispondere ai dubbi più comuni ho intervistato Franca Scaglietta, puericultrice con 25 anni di esperienza e fondatrice dell’organizzazione “Franca e i Bebè” , durante l’incontro “UNA TATA PER AMICA”, organizzato dal Mommy’s Beauty Lounge in collaborazione con Futura Stemcell.

Quando si è sole con il neonato spesso si sente il bisogno di poter contare sul sostegno di qualcuno “più capace, più esperto” .

E Franca , che ha fatto della sua passione una professione, aiuta le neomamme a far conquistare più velocemente la CONSAPEVOLEZZA E L’AUTONOMIA DEL PROPRIO RUOLO attraverso i suggerimenti e l’affiancamento nell’intimità della propria casa, cercando di semplificare i disagi comuni a tutte le puerpere e spesso incomprensibili agli altri che si limitano a “giudicare” l’operato della neomamma. Franca in base alla tua esperienza quali sono i tratti comuni delle mamme che rientrano a casa dopo il parto?

Con il rientro a casa dalla struttura in cui la mamma ha partorito, la realtà familiare muta in modo rapido e radicale.

I ritmi si alterano, la puerpera è una donna più sensibile e a volte insicura circa le scelte da intraprendere e la famiglia, tutta, dovrà instaurare un nuovo equilibrio.

Quanti giorni sono effettivamente necessari per creare quella routine che dia serenità e confidenza alla mamma?

Io dico sempre che i primi 10 giorni sono di conoscenza. Insieme al bimbo nasce la mamma!

Mamma e bambino si devono armonizzare,entrambi vogliono essere circondati da un’atmosfera serena.

In questo saranno fondamentali i PAPA’, i familiari e gli amici più stretti che non devono caricare la mamma di prove emotive da superare.

Una neomamma spesso si sente in dovere di dimostrare che è capace e che ce la può fare.

In realtà è tutto nuovo anche per lei! Avrà la montata lattea da gestire, avrà il pensiero della crescita del bambino. E in tutto ciò deve imparare ad ascoltare se stessa e il proprio figlio per capire se le abitudini che sta creando sono giuste per entrambi. Con pazienza e serenità creeranno una meravigliosa EMPATIA

Con i tuoi servizi di assistenza affianchi la puerpera per supportarla nei primissimi giorni di vita del figlio. Quali sono gli aspetti che destabilizzano più di tutti una neomamma?

Le aspettative a volte non corrispondono alla realtà! Senza dubbio il pianto del neonato e l’allattamento sono argomenti sconosciuti e non facili da gestire (inizialmente!).

Il pianto è l’unico mezzo di comunicazione del neonato . Una mamma deve imparare ad ascoltarlo: i motivi per cui i bimbi piangono sono pochi e con un po’ di centraggio e tranquillità si impara a capire di cosa ha bisogno.

Capitolo a parte invece è l’allattamento.

Una mamma si trova a fare i conti con la montata lattea quando è a casa.

La dimettono talmente presto che con sé ha solo l’istinto e tutte le nozioni imparate dai libri,dai social, da dottor Google, nei corsi preparto… il tutto crea un pò di confusione .

Tutto questo non lascia il giusto spazio alla mamma che alla prima difficoltà si sentirà inadeguata e dubbiosa sul suo saper fare.

Per questo è fondamentale che la neomamma si circondi di PERSONE POSITIVE. Già dopo il parto c’è una fragilità oggettiva e di rilassamento psicologico…e le persone cariche di ansia non faranno altro che accentuare il disagio.

E familiari e amici sono importanti ma a volte un po’ invadenti, come gestirli?

Chi viene a casa deve essere di supporto e in ascolto della puerpera evitando di raccontare la propria esperienza! Avere una rete di persone su cui contare fa la differenza! Se la mamma avverte la presenza di persone invadenti che senza nessuna richiesta danno lezioni su come gestire il piccolo sarà il buon senso del neopapà a proteggere la madre e il bambino garantendo un’atmosfera di casa SERENA.

Ben vengano gli ospiti che portano pranzi già pronti e danno assistenza per permettere alla mamma di riposare un po’.

Visto che hai parlato di allattamento ti chiedo come “sopravvive” una mamma quando il neonato sta attaccato al seno per ore?

Il nostro obiettivo è “ Mamma serena” quindi libertà di scelta!

Se la mamma autonomamente sceglie di allattare anche ogni ora,è serena sia di giorno che di notte,va benissimo. Secondo la mia esperienza professionale,un buon allattamento dovrebbe avere pause di 3 ore fra una poppata e l’altra (ovviamente dopo la fase iniziale)

Come sempre serve equilibrio perché mai deve venire meno la serenità della mamma!

E con la mancanza di sonno come la mettiamo?

Dopo la stabilizzazione iniziale dei primi 10 giorni e la partenza di un buon allattamento ( circa 6 poppate al giorno) il bimbo arriva a dormire 3ore, 3 ore e ½.

E quando dorme la mamma si riposa!

Come? Come meglio crede! La parola chiave è NON TRASCURARE LE PROPRIE ESIGENZE E ASCOLTARE

IL PROPRIO ISTINTO perché il benessere della mamma risulta fondamentale…lo stress di una mamma si trasforma in una comunicazione non verbale rumorosa che ricade su tutta la famiglia

Se in casa ci sono altri bimbi piccoli che suggerimento hai da dare a mamma e papà per mantenere la serenità e non essere divorati dal senso di colpa nei confronti del “figlio maggiore”?

Il cuore di Mamma e Papà può amare più figli,uno non esclude l’altro.

Se sono i genitori per primi a preoccuparsi dell’arrivo del bebè, e ad avere i sensi di colpa(inspiegabili), il primogenito percepisce questo stato di ansia e inevitabilmente avrà delle reazioni capricciose nei confronti del nuovo arrivato. Affrontare il tutto con semplicità e naturalezza senza farsi troppe domande, come facevano i nostri NONNI

Quale è il ricordo più bello che ti ha regalato il tuo lavoro?

La soddisfazione più grande è la Fiducia che hanno di me,da subito.

Le famiglie sono fantastiche, ricordano piccole cose o parole dopo anni.

Una volta andai a fare assistenza ad una famiglia e da subito è nato un rapporto SPECIALE.

Avrei dovuto fare 15gg di assistenza notturna,poi ne hanno voluti altri 15gg e poi altri 15gg insomma rimasi da loro per ben 3 mesi.

“Ragazzi ormai siamo giunti al termine . Arriviamo e la piccola dorme,andiamo via la mattina e ancora dorme!” Con dispiacere reciproco ci salutammo.

Dopo un mese circa la mamma mi chiama e mi dice: “ devo andare fuori per 4 giorni ma parto solo se tu stai con la piccola.”

Come dire di no ad una cosi grande gratificazione di fiducia assoluta per “custodire” l’Amore più prezioso di due genitori.

Il mio lavoro è uno scrigno pieno di grandi soddisfazione e ringrazio DIO!

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