B.I.A. Analisi della composizione corporea

Articolo a cura della Nutrizionista dr.ssa Francesca Musaio, Beauty Magazine n.6


Isotta ha parlato delle tecnologie al servizio delle mamme e di come sfruttarle al meglio.

Non posso che essere d’accordo, perché anche nel settore della nutrizione la tecnologia sembra farla da padrone!

Con il crescente numero di App per il controllo del peso, la ricerca del benessere, la programmazione del fitness, etc., che consentono di misurare svariati parametri, passa in secondo piano l’importanza di un piccolo strumento che permette ad una mamma di conoscere la composizione del suo corpo.

Per fare l’analisi della composizione corporea professionale è necessario utilizzare un dispositivo che abbia determinate caratteristiche tecniche difficilmente ritrovabili in una app o in una bilancia specifica.

Ma soprattutto è fondamentale che qualcuno la sappia leggere e spiegartela.

Facciamo un po’ di chiarezza: cos’è la BIA?

BIA sta per ANALISI BIOMPEDENZIOMETRICA. Si tratta di un esame semplice, veloce ed indolore tramite 4 elettrodi applicati su mano e piede dello stesso lato inietta una corrente (impercettibile) e misura lo stato di idratazione corporea, come i fluidi corporei sono distribuiti e consente di ricavare informazioni su massa grassa, massa muscolare e tanto altro.

Come è possibile ottenere queste informazioni?

È noto a tutti che l’acqua rappresenta un elemento fondamentale per il nostro organismo, composto prevalentemente da una soluzione salina presente dentro e fuori le cellule (acqua intracellulare ed extracellulare) che consente la conduzione elettrica fisiologica (si pensi all’impulso nervoso e alla contrazione muscolare).

Sfruttando queste caratteristiche elettriche dei nostri fluidi, attraverso lo strumento chiamato BIOIMPEDENZIOMETRO, è possibile misurare valori elettrici (resistenza e reattanza) e da questi ricavare i valori della composizione corporea.

Inoltre proprio attraverso i valori di acqua extra cellulare (ECW) ed intracellulare (ICW) è possibile valutare lo stato di assenza o presenza di malattia, di infiammazione, di malnutrizione, ecc.

In condizioni normali infatti, il rapporto tra questi valori è generalmente minore di 0,85.

Rapporti diversi indicano alterazioni della distribuzione dei fluidi con ritenzione idrica o disidratazione che si correlano con stati patologici di vario tipo.

Scovare l’infiammazione

Quanti paroloni!!! Provo a spiegare meglio questi concetti un po’ complicati.

Pensate a quando vi fate male a un ginocchio: il ginocchio si gonfia a causa dell’accumulo di liquido. Questo è uno dei segni di infiammazione.

Una condizione di infiammazione generale spesso silente, è presente in sovrappeso e obesità ed è responsabile di tali cambiamenti.

La BIA consente di evidenziare situazioni di infiammazione metabolica poiché anche il grasso, anzi meglio l’organo adiposo, può infiammarsi.

È evidente che tutte queste informazioni non possono essere date dal semplice indice di massa corporea elaborato dalle varie app che tengono conto solo di peso e altezza e non considerando altri fattori.

“Quanta massa muscolare c’è? E quanto grasso?”

Non lo possiamo sapere se non attraverso appunto un’analisi più specifica.

Ogni corpo ha una storia a sè.

Ognuno di noi ha una propria composizione corporea che dipende da sesso, età, abitudini alimentari, attività fisica, idratazione.

Anche un soggetto che definiremmo “magro”potrebbe avere un’obesità cellulare, ossia pur avendo un BMI nella norma (18,5-25), la massa grassa rilevata potrebbe essere superiore ai limiti.

Ecco perché prima di intraprendere un cambiamento nell’alimentazione, quando si fanno attività fisica e trattamenti estetici mirati alla mobilizzazione del grasso, è fortemente consigliato monitorare questi parametri per valutare i progressi fatti e modificare alcuni aspetti a seconda delle necessità.

Perché eseguire la B.I.A. periodicamente?

Se i cambiamenti dello stile di vita vanno nella giusta direzione, quello che si osserva grazie a questo esame è una diminuzione del grasso, un aumento della massa muscolare, delle cellule metabolicamente attive e un miglioramento dello stato di idratazione generale.

Il miglioramento dell’idratazione è dovuto non solo ad un aumentato consumo di acqua (sempre consigliato) ma soprattutto alla riduzione del grasso che lascia il posto ad un elemento come l’acqua con cui è incompatibile.

Inoltre anche la ritenzione idrica migliora:

l’acqua entra maggiormente nelle cellule permettendo un minor ristagno esterno e una conseguente diminuzione progressiva dello stato infiammatorio e dell’edema.

Come si esegue l’esame B.I.A.?

Spesso si vedono bilance che rilevano oltre al peso anche massa magra e grassa.

Alcune anche la massa ossea…Troppe informazioni per uno strumento che effettua la misurazione in posizione eretta.

Una posizione sbagliata da assumere perché risentiamo di un’anomala distribuzione dei fluidi che, ad esempio, a fine giornata si accumulano sugli arti inferiori. Altro aspetto da non sottovalutare è che lo spessore della cute delle piante dei piedi e dei palmi delle mani sono molto differenti rispetto a quello più sottile del dorso delle mani e dei piedi, utilizzata per posizionare gli elettrodi.

Inoltre la loro sudorazione /secchezza può influenzare la propagazione della corrente elettrica.

L’esame si esegue invece in posizione supina con gli arti divaricati di 30-45º, restando distesi per circa 2-3 min, preferibilmente al mattino per favorire la stabilizzazione dei sottocompartimenti idrici

Come prepararsi all’analisi B.I.A.?

Prima dell’analisi, il paziente deve:

  • togliere tutti i gioielli e oggetti metallici
  • avere la vescica vuota
  • evitare esercizi fisici intensi 2-4 ore prima dell’analisi.

Si sconsiglia inoltre di applicare creme su mani e piedi su cui verranno applicati gli elettrodi.

Alcune condizioni possono però influire sulla concentrazione dell’acqua corporea e quindi sull’esame:

  • il ciclo mestruale
  • l’uso di diuretici
  • l’insufficienza renale o cardiaca
  • l’assunzione di una quantità eccessiva di alcool nelle 12 ore precedenti, ecc.

Quindi prima di eseguire l’esame informare sempre l’operatore su eventuali condizioni che possono alterare il risultato.

E in gravidanza?

A fine gestazione l’incremento di peso (nei limiti intendo) è dovuto prevalentemente al fisiologico aumento dei fluidi corporei extracellulari (plasma e sangue).

Nel corso del II° e III° trimestre di gravidanza, attraverso l’analisi della composizione corporea si evidenzia infatti un significativo incremento dei fluidi corporei per poi osservarne una notevole diminuzione nel post-partum.

Studi specifici hanno inoltre osservato che un aumento graduale e progressivo dei fluidi è associato a gravidanze portate a termine con esito positivo mentre una riduzione può essere un segnale di ipertensione, pre-eclampsia e/o basso peso del neonato.

La BIA diventa quindi anche un’analisi importante ai fini della prevenzione e che consiglio di eseguire in ogni trimestre di gestazione.

E dopo il parto?

Può essere utile per valutare quanti kg di grasso ci separano dai nostri abiti pre- gravidanza e dare un nuovo punto di partenza per ricominciare ad essere donne, oltre che mamme.


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